Capire come promuovere un evento in modo efficace è oggi una delle principali sfide per aziende ed enti che vogliono ottenere visibilità e risultati tangibili: dalla definizione dell’identità fino alla scelta dei giusti canali, ogni dettaglio può fare la differenza tra un evento che passa inosservato e uno che invece lascia il segno.

In questo articolo parliamo di un caso reale sviluppato a Vicenza: il progetto “Make it Pop!”. Un esempio concreto che vi aiuterà a capire quali strategie funzionano davvero e a chi affidarsi per valorizzare al meglio ogni tipo di evento.

Un caso reale a Vicenza: il Festival della Comunicazione e la sua nuova identità 

Il progetto “Make it Pop!”, ideato per Confartigianato Vicenza, nasce con un obiettivo preciso: dare nuova forma e nuovo significato a un evento già esistente, trasformandolo in un’esperienza contemporanea e riconoscibile.

Lo studio Pasquariello è stato coinvolto partendo da una base già consolidata: negli anni precedenti aveva infatti curato la comunicazione del progetto “ExtraOrdinary”, iniziativa da cui il festival ha preso spunto e si è evoluto. Con il rinnovamento della dirigenza del Sistema Comunicazione di Confartigianato Vicenza è emersa la volontà di dare un cambiamento netto, capace di comunicare una nuova visione e un nuovo approccio.

La sfida, quindi, non era semplicemente promuovere un evento, ma ripensarne l’identità e costruire una nuova immagine coerente e riconoscibile. A partire dal naming – “Make it Pop!” – fino al sottotitolo comunicazione contemporanea, sono stati sviluppati il logo, l’immagine e tutti gli strumenti necessari per raccontare il festival in modo chiaro ed efficace.

Il cambiamento ha riguardato anche il format: da un evento concentrato in pochi giorni e in un’unica sede, si è passati a un festival diffuso, con appuntamenti distribuiti nel tempo e sul territorio. Una scelta strategica che ha permesso di ampliare il pubblico e aumentare le occasioni di contatto.

Un format efficace: pubblico, contenuti e risultati

Il festival si è rivolto a un target ampio ma specifico: professionisti della comunicazione come grafici, fotografi, videomaker, social media manager, consulenti e molti altri. L’evento è stato poi strutturato in due momenti distinti: workshop specialistici a pagamento, che hanno registrato il tutto esaurito, e serate gratuite aperte ad un pubblico più vasto di imprenditori  dedicate a temi attuali come intelligenza artificiale, innovazione e cultura d’impresa, con una partecipazione costante.

Il progetto ha ottenuto riscontri positivi non solo a livello locale, ma anche regionale e  nazionale, attirando l’attenzione del sistema Confartigianato e confermando la forza di un’impostazione strategica ben costruita. Un risultato che dimostra come una comunicazione efficace possa trasformare e rilanciare un evento, rendendolo più attuale, attrattivo e riconoscibile.

Come promuovere un evento: si parte dal nome giusto

Uno degli aspetti più strategici quando si decide di promuovere un evento è la scelta del nome. Il naming, infatti, non è solo un elemento creativo, ma il primo strumento di comunicazione: deve essere immediato, memorabile e capace di trasmettere il messaggio in pochi secondi.

“Make it Pop!”: un naming che comunica valore

Per questo progetto, l’obiettivo era individuare un nome capace di rappresentare il cuore dell’iniziativa. In particolare, doveva essere:

  • breve e immediato
  • incisivo e memorabile
  • coerente con il mondo della comunicazione
  • capace di trasmettere valore in pochi secondi

Da qui nasce “Make it Pop!”, un’espressione idiomatica inglese ampiamente utilizzata nei mondi del design, del marketing e della fotografia, che significa “far risaltare”, “rendere più accattivante” o “dare un tocco in più”.

Non si tratta di una scelta casuale: “Make it Pop!” è un’espressione riconoscibile anche nella cultura popolare – basti pensare al celebre ritornello della canzone TiK ToK di Kesha (“Don’t stop, make it pop, DJ, blow my speakers up”) – ed è stata utilizzata anche come titolo di una serie televisiva. Un riferimento che contribuisce a renderla familiare, immediata e facilmente memorizzabile.

Ma cosa deve “risaltare”? In questo caso, il fulcro è proprio la comunicazione: il naming diventa quindi un invito diretto ai professionisti del settore a migliorarsi, aggiornarsi e portare il proprio lavoro a un livello superiore.

Design del logo e identità visiva: rendere il messaggio riconoscibile

Il design del logo è stato sviluppato con l’obiettivo di tradurre visivamente l’identità del festival. La scelta è ricaduta su una scrittura morbida ma contemporanea, capace di richiamare l’onomatopea “pop”: un suono breve, immediato, che comunica energia, leggerezza e impatto visivo. Allo stesso tempo, il font mantiene un’estetica minimale e curata, pensata per un pubblico attento al design e all’innovazione.

Le forme circolari delle lettere trasmettono armonia e inclusività, mentre la brevità del naming rafforza l’idea di un brand diretto, capace di comunicare senza sovrastrutture. A completare il sistema visivo, l’utilizzo di colori pieni e saturi, senza sfumature, aumenta il contrasto e contribuisce a costruire un’identità forte, riconoscibile e coerente con il messaggio: emergere, distinguersi, farsi notare.

PROPOSTA GRAFICA 01
PROPOSTA GRAFICA 02

Come promuovere un evento: contenuti, canali e strumenti coordinati

Dopo aver definito naming e identità visiva, la fase successiva è la traduzione di questi elementi in contenuti efficaci. Per il progetto “Make it Pop!”, lo studio Pasquariello ha sviluppato una comunicazione coerente e riconoscibile, declinata sia sul sito web che sui canali social.

In particolare, i social media sono stati utilizzati come leva principale per intercettare il pubblico, attraverso formati dinamici e immediati come caroselli e video. I contenuti sono stati progettati per essere chiari, visivamente impattanti e facilmente fruibili, mantenendo sempre una forte coerenza con l’identità del festival.

Il ruolo centrale è stato giocato dai reel, in cui il linguaggio visivo riprende e amplifica il concept del logo. Le transizioni si basano sulla tecnica del morphing, che permette una trasformazione fluida tra elementi diversi: nel caso specifico, le geometrie si evolvono l’una nell’altra in modo continuo, evitando interruzioni nette e creando un effetto visivo armonico e coinvolgente.

Questa scelta non è solo estetica, ma strategica: rafforza la riconoscibilità del brand e rende la comunicazione più memorabile, garantendo coerenza tra tutti i canali e gli strumenti utilizzati.

Dallo schermo allo spazio: la comunicazione prende forma

Quando si pensa a come promuovere un evento, oggi l’attenzione si concentra spesso sui canali digitali. In realtà, anche gli strumenti fisici giocano un ruolo fondamentale nel costruire un’esperienza riconoscibile e aiutano ad accompagnare il pubblico nei diversi momenti dell’evento.

Per il Festival “Make it Pop”, lo studio Pasquariello ha scelto di non adottare il classico roll-up (come in quest’altro evento), un dispositivo sempre utile ma ormai standardizzato. Si tratta di una soluzione pratica, economica e facilmente trasportabile, ma spesso poco distintiva e visivamente limitata.

L’obiettivo era diverso: generare volume nello spazio, attirare l’attenzione e instaurare una relazione più diretta con il pubblico.

Un progetto su misura: tra vincoli e creatività

Da questa esigenza è nata la progettazione di un totem, che fin dalle prime fasi ha dovuto rispettare alcuni requisiti fondamentali: la struttura doveva essere facilmente trasportabile – considerando che sarebbe stata montata e smontata più volte durante le diverse tappe del festival – e realizzata con materiali sostenibili, evitando l’uso della plastica.

Sono state proposte  due soluzioni alternative. La prima prevedeva una composizione modulare di elementi in cartone sovrapposti, che culminavano in un elemento sagomato superiore – il cosiddetto crowner – pensato per mettere in evidenza il logo. La seconda, invece, si basava su una superficie piegata e strutturata attraverso incastri, capace di creare un effetto tridimensionale.

Dopo un confronto con il fornitore, è stata inizialmente scelta la seconda soluzione. Tuttavia, una volta realizzato il prototipo, il risultato non ha soddisfatto pienamente le aspettative: mancavano stabilità e impatto visivo.

È proprio in questa fase che emerge il valore progettuale dell’agenzia. Test e sperimentazioni interne hanno portato allo sviluppo di un prototipo alternativo, ispirato alla prima proposta e realizzato manualmente in cartone. Una soluzione concreta, costruita direttamente in studio, che ha dimostrato la fattibilità tecnica dell’idea.

Il risultato finale è un elemento espositivo solido, riconoscibile e coerente con l’identità del festival, capace di distinguersi nello spazio e rafforzare la comunicazione visiva dell’evento.

Un oggetto che comunica (e coinvolge)

Oltre alla struttura, sono stati progettati anche dettagli funzionali intelligenti, come elementi grafici reversibili utilizzati per distinguere i diversi momenti del festival. Un accorgimento semplice, ma efficace, che ha permesso di adattare lo strumento ai vari contesti senza duplicare i materiali.

Il totem è diventato così non solo un supporto informativo, ma un vero e proprio elemento di comunicazione, capace non solo di orientare il pubblico, ma anche di attirare l’attenzione e generare interazione in modo spontaneo e creativo.

Piccoli strumenti, grandi risultati

Questo progetto dimostra che anche strumenti fisici apparentemente semplici non richiedono soluzioni complesse o investimenti elevati per ottenere risultati efficaci. Con materiali essenziali e un approccio progettuale attento, è possibile costruire un’identità forte, coerente con il target e capace di distinguersi.

Ed è proprio questa la differenza: non il singolo strumento, ma la capacità di pensarlo all’interno di una strategia.

Una visione completa

Promuovere un evento in modo efficace significa andare oltre le singole azioni e costruire un sistema coerente, in cui ogni elemento – dal naming ai contenuti, fino agli strumenti fisici – contribuisce a rafforzare identità e messaggio.

Il caso “Make it Pop!” lo dimostra: quando ogni scelta è guidata da una visione chiara, anche un evento può evolversi, rinnovarsi e raggiungere risultati concreti.

In questo contesto, la differenza non sta nelle singole azioni, ma nella capacità di costruire un sistema coerente, guidato da una strategia chiara.