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Restyling immagine aziendale: il ritorno di Essedi Technology dopo nuove esperienze

A volte il giro più lungo è proprio quello che riporta alle origini: il caso di Essedi Technology, con il restyling dell’immagine aziendale, ci offre proprio questa prospettiva. L’azienda, con sede a Schio (VI) e specializzata in automazioni per il settore del packaging, si trovava in un momento di cambiamento importante: il trasferimento in una nuova sede. Un passaggio che non rappresentava solo uno spostamento fisico, ma anche l’occasione perfetta per ripensare alla propria immagine.
È proprio da qui che è nata l’esigenza di un restyling dell’identità aziendale.

Il ritorno che dà inizio al restyling

Partiamo dall’inizio.

L’azienda nasce nel lontano 2002 e da subito si rivolge allo studio Pasquariello per la progettazione del logo, quel segno distintivo grazie al quale il brand viene immediatamente identificato visivamente, nonchè punto di partenza per l’immagine coordinata.

Passano gli anni e l’azienda incrocia la strada di altri professionisti della comunicazione che, oltre ad effettuare un refresh del logo da noi ideato,  l’accompagnano nella creazione di nuovi biglietti da visita, timbri, abbigliamento, sito web.

Trascorrono altri anni ed Essedi Technology si trova ad affrontare una nuova esigenza importante: il trasferimento in una nuova sede.

È proprio in questa fase che le nostre strade tornano a incrociarsi. L’azienda decide di affidarsi nuovamente all’agenzia di pubblicità Pasquariello per accompagnare questo momento di cambiamento, trasformandolo anche in un’occasione per ripensare alla propria immagine.

Il titolare  dopo il conferimento dell’incarico ci saluta con una frase ironica che racchiude perfettamente il senso di questo ritorno: “Ma dove siete stati fino ad ora?!?”

Gli anni trascorsi lavorando con realtà diverse hanno sicuramente portato nuove esperienze e nuovi punti di vista. Ma proprio questo percorso ha permesso ad Essedi Technology di riconoscere ancora di più il valore di un rapporto costruito su competenza e affidabilità. A volte, infatti, esplorare nuove strade serve anche a capire quanto fosse solida quella da cui si era partiti.

Il restyling dell’immagine aziendale

Il trasferimento nella nuova sede è diventato l’occasione perfetta per rivedere e aggiornare l’immagine aziendale in modo coerente, valorizzando la crescita dell’impresa e rafforzando la sua identità visiva.

L’obiettivo era creare un sistema di comunicazione coordinato, capace di esprimere professionalità, innovazione e solidità, sia negli strumenti di uso quotidiano sia negli spazi fisici dell’azienda.

In questo percorso abbiamo affiancato Essedi Technology occupandoci di diversi aspetti della comunicazione:

  • Restyling del logo, per rendere il segno più attuale e coerente con l’evoluzione dell’azienda
  • Progettazione dei nuovi biglietti da visita
  • Realizzazione della firma e-mail aziendale
  • Creazione dei timbri aziendali
  • Ideazione del biglietto di auguri natalizio
  • Progettazione delle insegne esterne della nuova sede
  • Ammodernamento e supporto nella definizione dell’ambiente interno, per rendere gli spazi più coerenti con l’identità del brand
  • Supporto nella comunicazione social, per rafforzare la presenza e la riconoscibilità online

Un lavoro a più livelli che ha permesso di costruire un’immagine coordinata chiara, riconoscibile e allineata con la nuova fase di crescita dell’azienda.


La storia del logo Essedi

Il restyling del logo

Quando Essedi Technology muove i primi passi, nel 2002, il primo segno grafico nasce proprio nel nostro studio. L’idea era quella di creare un marchio bicolore che trasmettesse immediatamente dinamismo e movimento, un richiamo visivo naturale al mondo dell’automazione in cui l’azienda opera. Le forme e le inclinazioni seguivano il linguaggio visivo di quel periodo: come accade spesso nel design, anche i loghi risentono delle tendenze del momento, proprio come accade nella moda o nel design industriale.

Con il passare degli anni, altri professionisti della comunicazione hanno messo mano al marchio aziendale introducendo alcune modifiche. Il lavoro ha portato a una trasformazione significativa dell’impianto grafico originario:

  • è scomparso il pittogramma iniziale
  • l’attenzione si è spostata sulla doppia “S”, una scelta interessante perché la loro forma richiama un certo dinamismo quasi serpentino
  • tuttavia, essendo l’unico elemento inclinato, crea visivamente alcuni vuoti poco armonici tra le lettere circostanti
  • è stata mantenuta la “D” argento con il rombo, ma è stata aggiunta una “I” finale per completare lo spelling dell’acronimo “SD”
  • la lettera “D” è stata ulteriormente allargata, accentuando lo sbilanciamento della composizione
  • seguendo una tendenza grafica di quel periodo, si è cercato di ammorbidire alcune linee arrotondando le lettere

Proprio quest’ultimo intervento, però, non è stato applicato in modo uniforme: alcune parti sono state arrotondate mentre altre hanno mantenuto gli spigoli originari. Il risultato è una percezione visiva leggermente disomogenea, come se il lavoro non fosse concluso. A proposito della scelta dell’acronimo, vale una considerazione più generale: nel nostro approccio progettuale tendiamo a utilizzarli con cautela. Gli acronimi nei marchi aziendali, infatti, rischiano spesso di risultare poco personali e difficili da distinguere, anche perché nel panorama grafico ne esistono già moltissimi. Quando possibile, preferiamo valorizzare nomi o cognomi completi, soprattutto se hanno una forte identità e una diffusione limitata. Un cognome distintivo, per esempio, ha spesso un grado di riconoscibilità molto più elevato.

Con il ritorno di Essedi Technology nella nostra agenzia si è aperta la terza fase di evoluzione del marchio, quella del più recente restyling. Il nostro intervento si è concentrato su un aspetto fondamentale del design: la riproducibilità del segno grafico.

Chi lavora nel settore sa bene che un marchio non deve funzionare solo su carta o su uno schermo a grandi dimensioni. Deve essere perfettamente leggibile anche quando viene ridotto, ad esempio su un timbro, su un gadget o su un piccolo elemento stampato. Se gli spazi interni tra le forme sono troppo stretti o sbilanciati, riducendo il marchio questi stessi spazi rischiano semplicemente di scomparire.

Per questo motivo abbiamo lavorato con grande attenzione su proporzioni e distanze tra le lettere, ristabilendo un equilibrio visivo più armonico. 

Lavorare sulle lettere è un esercizio delicato: bisogna farle funzionare per l’occhio umano, mantenendo leggibilità ed equilibrio. E quando vengono modificate per diventare uniche e riconoscibili, è fondamentale che ogni intervento rispetti un preciso bilanciamento percettivo, così che il segno finale risulti armonioso, solido e facilmente identificabile in qualsiasi contesto.

Progettare l’immagine esterna: visibilità, orientamento e identità

Nel processo di definizione dell’immagine esterna della nuova sede, un passaggio fondamentale è stato il sopralluogo. Solo attraverso una visita diretta è possibile infatti comprendere davvero come si presenta lo spazio, coglierne proporzioni, criticità e potenzialità, andando oltre qualsiasi planimetria o fotografia.

Ci siamo quindi messi nei panni di chi, per la prima volta, arriva davanti al capannone:
È immediatamente chiaro dove ci si trova? L’azienda è riconoscibile o rischia di apparire anonima? L’ingresso è intuitivo o genera incertezza?

Da questa analisi è emerso che né l’accesso né l’area parcheggio risultavano sufficientemente chiari e guidati. Era quindi necessario progettare un sistema di segnaletica e identificazione che accompagnasse il visitatore in modo naturale, rendendo l’azienda visibile, riconoscibile e facilmente accessibile.

L’intervento si è articolato su più livelli:

  • insegna direzionale con indicazione uffici, per guidare correttamente i visitatori
  • targa/bandiera visibile da lontano, per rendere identificabile la sede già in fase di avvicinamento
  • insegna in corrispondenza dell’ingresso, per rafforzare il punto di accesso principale
  • insegna principale sopra il capannone, con un leggero effetto tridimensionale ( in foto possiamo vedere l’applicazione della DIMA, una maschera in negativo del logo utilizzata come guida per il corretto posizionamento degli elementi grafici, installata da professionisti specializzati tramite piattaforma aerea)

A completamento del progetto avevamo inoltre proposto un intervento più caratterizzante: la verniciatura dei portoni in un blu coordinato al logo, arricchita da elementi grafici che ne richiamassero le forme, così da trasformare anche le superfici funzionali in strumenti di comunicazione.

Questa soluzione era stata inizialmente accolta con entusiasmo dal titolare, ma successivamente accantonata per via delle normative legate alla segnaletica esterna, che comportano oneri periodici in base alle dimensioni delle superfici esposte. A tal proposito avevamo condiviso una bozza progettuale con Abaco S.p.A., l’ente incaricato della gestione delle pubbliche affissioni a Schio: le installazioni inferiori ai 5 mq risultano esenti, mentre quelle di dimensioni maggiori prevedono canoni annuali.

Anche in questo caso, il progetto ha dimostrato quanto l’immagine esterna non sia solo una questione estetica, ma un equilibrio tra visibilità, funzionalità e normativa, in cui ogni scelta deve essere valutata con attenzione per garantire coerenza e sostenibilità nel tempo.

L’identità che prende forma anche all’interno

Se l’esterno rappresenta il primo contatto visivo con l’azienda, l’interno è lo spazio in cui questa identità viene vissuta ogni giorno. Per questo motivo, abbiamo ritenuto fondamentale intervenire anche sugli ambienti interni, affinché risultassero coerenti con l’immagine esterna e con il posizionamento del brand.

La zona di ingresso, in particolare, si presentava inizialmente scarna e anonima: pareti bianche, arredi essenziali, nessun elemento in grado di trasmettere carattere o riconoscibilità. Uno spazio funzionale, ma privo di identità.

Il nostro intervento ha quindi puntato a trasformare anche questo ambiente in un vero e proprio biglietto da visita aziendale, capace di accogliere clienti e fornitori in modo coerente con i valori dell’impresa.

Abbiamo proposto la tinteggiatura di una parete in grigio, scelta per creare un fondale neutro ed elegante su cui applicare il logo in alluminio. Questo materiale, oltre a garantire un forte impatto visivo, richiama in modo diretto il settore industriale e il mondo dell’automazione, creando un legame immediato con l’attività dell’azienda.

Pur mantenendo una coerenza con l’immagine coordinata, all’interno si è quindi scelto di non utilizzare il blu del logo, preferendo una soluzione più sobria e raffinata. Il grigio e l’alluminio, infatti, contribuiscono a creare un’atmosfera più istituzionale ed equilibrata, adatta agli spazi interni.

Un ulteriore intervento ha riguardato la finestra che separa l’ingresso dagli uffici. Per evitare l’effetto “vetrina” e garantire maggiore riservatezza ai dipendenti, abbiamo applicato una pellicola satinata trasparente. Questa soluzione permette di filtrare la luce naturale assicurando il giusto livello di privacy pur mantenendo luminoso l’ambiente.

Il risultato è uno spazio accogliente, coerente e riconoscibile, in cui ogni elemento contribuisce a rafforzare l’identità del brand, anche nei dettagli più quotidiani.

La presenza social: ripartire dalle basi per raggiungere nuovi obiettivi

Un altro ambito in cui siamo intervenuti è stato quello della comunicazione social, rivelatosi fondamentale in una fase in cui l’azienda aveva un’esigenza concreta e immediata: l’inserimento di nuove figure professionali.

Al nostro arrivo, la gestione delle piattaforme digitali presentava alcune criticità. In particolare, non era più possibile accedere alle pagine aziendali esistenti, rendendo necessario ricostruire da zero la presenza online. Una situazione che evidenzia quanto sia importante per un’azienda mantenere sempre il pieno controllo dei propri strumenti digitali.

Il primo passo è stato quindi quello di analizzare i contenuti precedentemente pubblicati, per recuperare le informazioni utili e comprendere il tono di voce utilizzato. A partire da questa base, abbiamo creato una nuova pagina Facebook, curandone ogni aspetto:

  • scelta della categoria più coerente con l’attività
  • definizione di un’immagine coordinata, dalla foto profilo alla copertina
  • rielaborazione dei contenuti in chiave più attuale e fresca

Una volta ristabilita una presenza solida, ci siamo concentrati sull’obiettivo principale: la campagna sponsorizzata per la ricerca di personale.

Le campagne su Facebook funzionano come vere e proprie inserzioni pubblicitarie a pagamento e permettono di raggiungere un pubblico specifico. Attraverso la piattaforma è possibile definire un vero e proprio identikit del target, selezionando parametri come fascia d’età, area geografica e interessi o competenze. Sarà poi il sistema a distribuire il contenuto indirizzandolo verso le persone più in linea con questi criteri.

È importante sottolineare che, in condizioni ideali, una sponsorizzazione funziona al meglio se supportata da un’attività costante nel tempo. I cosiddetti contenuti organici – ovvero i post pubblicati senza investimento pubblicitario – contribuiscono infatti a mantenere la pagina attiva e credibile. Le piattaforme social tendono a valorizzare le realtà che pubblicano con regolarità, premiandone la continuità e la capacità di generare interazione.

Nel caso specifico, tuttavia, l’urgenza della richiesta ci ha portato a lavorare in modo mirato ed efficace sulla singola campagna, concentrando le risorse su un obiettivo preciso. Un approccio strategico che ha permesso all’azienda di ottenere visibilità in tempi rapidi, dimostrando ancora una volta come una gestione consapevole degli strumenti digitali possa fare la differenza.

Il valore del ritorno

Questo progetto è il racconto di un percorso fatto di cambiamenti, confronti e nuove prospettive, che ha portato a un’immagine più contemporanea , matura e consapevole.
E a volte, per ritrovare davvero la propria identità, bisogna allontanarsi per poterla riconoscere: tornare a casa, a quel punto di partenza che è sempre stato lì, sotto i nostri occhi, ma che solo nel confronto con altre realtà rivela tutto il suo valore. 

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